LA TRADIZIONE FAMILIARE

La tradizione familiare costituisce per me un valore importante.
Esempi concreti di vita, sia dal punto di vista personale che dal punto di vista professionale, sono stati mio nonno materno e mio padre.
Mio nonno materno, Salvatore Mannironi, è stato un Avvocato impegnato anche in politica: tra l’altro, è stato componente della Commissione per la Costituzione, più spesso chiamata Commissione dei 75, commissione speciale, composta di 75 membri scelti fra i componenti dell'Assemblea Costituente della Repubblica Italiana, che fu incaricata di elaborare e proporre il progetto di Costituzione Repubblicana. E’ stato poi Deputato, Senatore e Ministro della Repubblica. Seppure non lo abbia mai conosciuto, essendo scomparso prima della mia nascita, la sua semplicità, il suo esempio ed i suoi insegnamenti sono ben radicati in me, sia per tradizione familiare, sia per averlo conosciuto indirettamente attraverso i suoi scritti e le sue lettere inviate a mia nonna (Stefania Satta), contenute nel libro “lettere a Fannia”, espressione di amore vero, di valori sani e di una cultura ancora oggi moderna ed attuale. E' motivo di particolare orgoglio, per me che amo il Diritto, ogni volta che prendo in mano la Costituzione Repubblicana, pensare che i principi fondamentali e la struttura del nostro ordinamento giuridico siano stati il prodotto anche del pensiero di mio nonno.
Mio padre, Filippo Lubrano, è, ancora oggi, un Avvocato “giovane ed appassionato”; nella sua vita professionale è stato a lungo impegnato attivamente nella politica forense, tra l’altro come Componente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma per vari mandati tra il 1982 ed il 1995, nonché Presidente dello stesso dal 1996 al 2000 e componente del Consiglio Nazionale Forense nei trienni 1994-1996 e 2001-2003; a mio padre, ho voluto dedicare il mio ultimo Testo (“Il conflitto di interessi nell’esercizio dell'attività amministrativa”, 2018): “al mio amato Padre, fonte di insegnamento, con l’esempio, dei valori della generosità, dell’onesta, dell’impegno e del senso del dovere”.


LA FAMIGLIA

La mia Famiglia - mia moglie Claudia ed i nostri bambini, Tommaso, Filippo, Orlando e Tancredi Romeo - sono tutta la mia vita: a loro ho voluto dedicare il mio Testo “Diritto dello Sport” (2017: “a mia moglie Claudia e ai nostri meravigliosi bimbi, Tommaso, Filippo, Orlando e Tancredi Romeo: mi avete regalato l’amore, la felicità e la vita vera”). A loro ho dedicato anche miei precedenti Testi, ovvero “L’ordinamento giuridico del giuoco calcio” (2011: “a Bimba e Topolino, fonti della mia felicità”) e “Le azioni a tutela degli interessi pretensivi nel nuovo processo amministrativo" (2012: “al piccolo Filippo, arcobaleno di emozioni e sentimenti”).




LO SPORT

Lo sport, per me, è, prima di tutto passione. Viscerale e sconfinata. Lo sport è la mia testa e il mio cuore; è parte integrante della mia vita quotidiana”: sono le parole di apertura della prefazione di Giovanni Malagò al mio Testo “Diritto dello Sport” (2017). Non posso che condividere pienamente questo pensiero e questo sentimento.
Lo sport è stato per me molto formativo dal punto di vista personale: l’impegno, l’agonismo, il rispetto per il compagno, per l’avversario e per l’arbitro, la disciplina e il lavoro di squadra sono componenti fondamentali della vita quotidiana per ogni persona e per ogni professionista.
Lo sport è, ancora oggi, per me un momento fondamentale di riequilibrio psico-fisico: mi consente di scaricare le energie negative e di ricaricare le energie positive.
Sono valori che, con mia moglie, trasmetto ai miei figli, cercando anche di fare capire loro che il momento più costruttivo nello sport (così come nella vita) è proprio nella sconfitta, che fa parte del gioco e che consente di rielaborare, con sana autocritica, i propri limiti ed i propri errori, ma anche le proprie potenzialità.
Credo che lo sport sia importante per stare bene interiormente e per migliorare la propria persona.
Come Consigliere di Amministrazione dell’Istituto Superiore di Sanità, ho dato impulso (come riconosciuto dal Presidente Ricciardi con lettera allegata) ad un Progetto denominato “Salute, Sport e Movimento”, posto in essere congiuntamente dal Ministero della Salute, dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano, con l’obiettivo di implementare la cultura sportiva della collettività nazionale, in ragione dei notevoli benefici dello sport sulla salute psichica e fisica dell’individuo; l’Istituto Superiore di Sanità ha poi supportato tale Progetto dal punto di vista scientifico, con la predisposizione di un Rapporto Istisan su “Movimento, Sport e Salute: l’importanza delle politiche di promozione dell’attività fisica e le ricadute sulla collettività”, nell’ambito del quale ho partecipato alla stesura della prima parte (“politiche e programmi per la promozione all’attività fisica”).